Ospite In Casa Mia | Gran Sasso d’Abruzzo

“CASA”

f. [lat. casa, propr. «casa rustica»]. – Costruzione eretta dall’uomo per propria abitazione; più propriamente, il complesso di ambienti riuniti in un organismo architettonico rispondente alle esigenze particolari dei suoi abitatori. Vi è c. di città, c. di campagna, c. rustica, c. colonica; c. soleggiata, ariosa, buia, esposta a mezzogiorno; c. popolari, costruite con finanziamenti dello stato o di altri enti pubblici e cedute con bassi canoni di affitto o a riscatto.

É chiaro che io abbia un’idea di casa molto differente da quanto riportato sul dizionario: si parla di mura, di affitto e di abitanti. Per me siamo ospiti, di un unico e variegato mondo fatto di Terra, Mare, Cielo e Montagne. Ecco, sono proprio loro, le Montagne di Casa di quelle cui vi voglio parlare, una casa che ho scoperto a 23 anni, ma come? Come facevi a non conoscere casa tua? Ebbene sì, conoscevo tantissime montagne, ma quelle di casa no, quelle le ho sempre ignorate.

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Appennini, Aprile 2019

Ho 23 anni e sono nato e cresciuto a Roma, ma da qualche anno ormai vivo a Cortina d’Ampezzo. Tra le mie più amate montagne, dove conosco tantissime vette, forcelle o valli. Ogni angolo, canale o pendio. Le Dolomiti Bellunesi. So dove cercare bella neve dopo ogni nevicata e anche dopo giorni privi di precipitazioni. Lo so, starete pensando: belle le dolomiti, che figata. Eppure no, oggi non vi parlo delle Dolomiti, come detto sono di Roma, oggi vi parlo delle Montagne di Casa, di casa mia, delle mie origini: gli Appennini: della Majella e del Re del Gran Sasso, il Corno Grande.

É Marzo, a Cortina l’inverno è stato un po’ timido, a parte qualche bella nevicata non lo si può definire un inverno ricco di powder. Le dolomiti ospitano ripidi canali e pendii interessanti, alcuni affrontabili anche con limitato manto nevoso, per fortuna, ed infatti qualche soddisfazione ce la siamo tolta ma non abbastanza per appagare la fame di sci maturata durante l’anno. Così, durante l’ennesima giornata di brutto tempo senza neve, apro Fatmap e inzio a sorvolare l’Europa in cerca della prossima meta da battere. Mi soffermo sulle tipiche località quali Norvegia, Francia, Alpi Occidentali e penso: perchè non fare qualcosa del tutto nuovo quest’anno, perchè non realizzare un progetto per valorizzare le montagne di casa, d’altronde neanche io le conosco poi così bene!

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Inizia così la prima spedizione Adventure Addicted nel centro italia. Dopo una lunga ricerca su Google, libri e chiaramente lunghi confronti con amici specializzati nello skialp appenninico decido che l’obbiettivo sarebbe stato uno: la prima vera traversata della Majella da Sud a Nord, dalla stazione di Palena a Pennapiedimonte, 15 vette lungo 40 chilometri di altopiano, una delle più belle e caratteristiche montagne che l’italia possa offrire. Non si tratta esclusivamente di una traversata di qualche giorno, come fosse un Alta Via, l’obbiettivo è quello di combinare una bellissima avventura itinerante in tenda, alle tipiche discese in firn che offrono i valloni esposti ad ovest, in gergo chiamati Rave. Oltre mt. 1000 di discese puramente Plaisir.

Ed è così che finalmente inizia l’avventura, gruppo su WhatsApp e reclutamento team. L’incertezza sulla destinazione lascia intimoriti diversi compagni, infatti accetteranno la missione solo Nic Piccinin e Carletto Prinetti. Non potevo immaginare una squadra migliore per questo progetto. Partiti.

É una piacevole mattinata di inizio Aprile, che gioia partire verso casa, scendere al sud per andare a sciare, da Cortina, assurdo, penso. L’entusiasmo è alle stelle, abbiamo tutto nel furgo “Clementino”: sci, picche, corde, caschi e anche scarpette da roccia, non sappiamo a cosa andiamo in contro, di certo siamo sicuri di vivere un’esperienza unica e originale. Qualcosa di nuovo, autentico. Abbiamo fame di avventura e di condividere piacevoli esperienze montane in amicizia. Non che ci siamo dimenticati degli Arrosticini abruzzesi, eh!

Nove lunghe ore di viaggio ci separano dalla nostra meta, fortunatamente interrompiamo il viaggio per trovarci con la mia famiglia e passare una piacevole serata in compagnia. Proseguiamo verso Campo di Giove dove troveremo Carletto, anche lui in Furgo che ci aspetta circondato da selvaggi pascoli e alle spalle lei, la Majella, che ci mostra, fiera, le lunghe Rave ben separate da costole spoglie di neve. Queste si ergono orgogliose dai pascoli, verso un nettissimo strato di nuvole bianche che ostruisce la vista delle vette. La luce è bianca, i colori nitidi, si percepisce la natura selvaggia del luogo, ci piace.

Nic e Carletto poco prima della partenza per la traversata

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Come tutti ben sappiamo, andare in montagna ha un solo grande limite imprescindibile, il meteo: si impone coattamente sui piani degli alpinisti, interrompe le più importanti imprese e aimè si porta via gli amici, a volte. Lo si accetta, il meteo, lo si deve accettare e non sfidare mai. É quello che mi hanno insegnato i più esperti da quando son bambino, da quando vado in montagna.

Il meteo non promette bene, 10 giorni di brutto tempo, a volte qualche raggio di sole, ma non abbastanza per rendere la traversata tanto interessante quanto sognavamo, che tristezza. Siamo li, sotto la Majella, controlliamo tutti i siti meteo che conosciamo: 3b Meteo, Il Meteo, Meteo.it, Meteo Iphone, Meteo Parco Nazionale Majella, Bollettino Meteo Marino ecc…niente tutti le stesse indicazioni, “perturbazioni per i prossimi giorni con probabili rovesci”. Che facciamo?

Il bello della vita è che regala sempre un piano B, l’importante è saperlo cogliere all’istante, saper accettare che non tutto sempre va come immaginiamo, bensì tante cose belle accadono senza preavviso.

Infatti, colta la palla al balzo, annulliamo la traversata ma, più entusiasti di prima, ci prepariamo, indossiamo gli scarponi, pelliamo gli sci e partiamo, partiamo per il Monte Amaro, che con i suoi mt. 2793 si conferma la vetta più alta della Majella. Salita e fantastica discesa su neve trasformata per la Rava della Giumenta Bianca, che spasso! Scorpacciata di Arrosticini e si riparte, destinazione Corno Grande, Gran Sasso.

Qualche scatto durante la salita al Monte Amaro e al Rifugio Pelino.

Interrompiamo il viaggio verso il Corno Grande per scoprire qualche Falesia nascosta del centro italia, affascinanti e sconosiute pareti frequentate solo da locals i quali ci ospitano con entusasmo felici di condividere i loro tiri con noi. Analizzano attentamente i nostri movimenti per capire se “i loro tiri” siano abbastanza duri, complicati o difficili per i turisti. Altre belle giornate in montagna, montagna che ci regala nuovi amici. D’altronde il bello è condividere la propria passione con altri appassionati. E ancora, Birre e arrosticini e si parte finalmente per il Re del Gran Sasso.

A questo punto vorrei regalare una breve dedica ad un grande amico, Davide De Carolis, scomparso prematuramente durante le operazioni di soccorso all’hotel Rigopiano a Campo Felice il 24 gennaio 2017. Guida, soccorritore e amico. Con lui sono salito per la prima volta sul Corno Grande, con lui ho scoperto il Bivacco A. Bafile, dove torno ogni anno per riaccendere la passione di Davide per quelle montagne. Lui si che amava queste montagne. Lui si che mi ha insegnato tanto.

É la mia prima volta in invernale in questa zona, incredibilmente ci svegliamo, accaldati dal sole in Clementino, e realizziamo che sarebbe stata una bella giornata. Questo è un regalo di Davide, penso.

Iniziamo a scalare una ghiacciatissima Direttissima, due picche, ramponi e sci in spalla. Il desiderio di arrivare in cima neutralizza il forte vento della giornata. Dalla cima a mt. 2912 la vista è mozzafiato, a est il Mar Adriatico, a sud in lontananza la Majella, in basso la bellissima e selvaggia natura del Gran Sasso. Tanto diverso da quello che siamo abituati sulle Alpi, tanto selvaggio, quanto bello ed affascinante.

É bello essere qua su, è bello essere a casa.

Ultimo tratto della Direttissima al Corno Grande e foto di rito con la croce di vetta.

Un ringraziamento speciale a Davide, Nic, Carletto, Tommi Manti e Tommaso Martelli per l’ispirazione, le bellissime foto e chiaramente per la compagnia.

 

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