WESTERN AUTUMN | SURF TRIP PORTOGALLO

Novembre 2019

Il team di AA è andato a trovare Ottavio a Lisbona per esplorare una delle coste più ricche di onde di tutta Europa.

 

Il video che cattura quei giorni alla ricerca di onde

Ottavio, colui che ci ha ospitato, ci racconta quei giorni passati fra amici a rincorrere le onde:

Se vivi a Lisbona e fai surf è molto probabile che tu sia una persona felice: onde di ottima qualità si fanno spesso trovare non distanti, lungo la costa frastagliata.

Quando i tuoi amici di una vita vengono a trovarti dall’Italia però è tutta un’altra storia: magicamente gli elementi si allineano, la sensazione è che qualcosa di magico stia per accadere. Si ripensa a tutte le avventure passate insieme e si gioisce all’idea che non smetteremo mai di cercare, né di scoprire!

Michele ed io aspettavamo quel giorno da mesi, fino a quando finalmente vediamo Gabriele, Davide e Giulio uscire dal terminal dell’aeroporto con il sorriso stampato sulla faccia ed un’incontrollabile fretta di raggiungere la costa, sintomo probabilmente di una crisi d’astinenza da surf.

 

Gli amici di una vita

 

Carichiamo le tavole sulla mitica Panda e senza neanche passare a casa per posare le borse partiamo diretti per Ericeira, una rinomata località che offre una grande quantità di spot differenti. Per sciogliere il ghiaccio optiamo per una baia aperta, dove vediamo rompere un’onda di circa un metro e mezzo accanto a degli scogli, con solo due persone in acqua. Ci tuffiamo da un muretto a picco sull’acqua e cominciamo a remare verso la line-up. Il mare ci regala circa 45 minuti di onde buone, prima che l’alta marea le renda troppo deboli. Tuttavia è fantastico condividere la line-up con i ragazzi, dopo mesi che non surfavamo insieme!

Decidiamo di uscire per cambiare spot ed optiamo per Costa da Caparica. Lungo i la spiaggia finalmente troviamo un picco invitante accanto ad un molo e decidiamo di entrare. Le onde non sono grandi, poco più di un metro, ma siamo di nuovo da soli in acqua e possiamo goderci il tramonto spettacolare con il sole che cala a picco nell’oceano, sulla linea dell’orizzonte. Surfiamo fino a quando il mare ed il cielo si mescolano in un blu scuro rendendo impossibile riconoscere le onde. Soddisfatti e stanchi per la prima giornata, torniamo a casa e incontriamo poche difficoltà nell’addormentarci.

Il mattino seguente sveglia alle 6 e partenza per Peniche, un’altra famosa località di surf, nota ai più per la tappa del mondiale WSL nella spiaggia di Supertubos. Lo swell tuttavia arriva troppo da nord per creare i famosi supertubi, così decidiamo di controllare uno spot poco più a nord. Troviamo un’onda sinistra ed esultando – siamo tutti goofy – ci cambiamo ed entriamo in acqua. Peniche ci regala 2 ore di buon surf su roccia, anche se per i nostri gusti un po’ troppo affollato, decidiamo dunque di uscire e mangiare qualche specialità portoghese.

Che bello svegliarsi alle 6: siamo tutti stanchissimi ed è solo mezzogiorno! Dopo pranzo controlliamo una spiaggia ancora più a nord e più isolata. Il paesaggio è mozzafiato, si tratta di piccole spiagge divise tra loro da formazioni rocciose a picco sul mare. La marea al momento è troppo alta, ma si intravede chiaramente che tra un paio d’ore ci sarà da divertirsi. Cogliamo l’attimo e, nell’attesa, cadiamo in un sonno profondo, condividendo la mitica Panda come unico letto. Una volta svegliati, ancora con gli occhi gonfi, ci infiliamo nella muta umida e ci tuffiamo in acqua. Le onde questa volta sono potenti e misurano quasi 2 metri. Queste condizioni hanno attirato altra gente dalle zone limitrofe, ma in acqua si vedono solo sorrisi e onde di qualità. Per chiudere la giornata in bellezza, riusciamo ad infilarci in qualche tubo portoghese.

Il mattino seguente, finalmente con il cielo azzurro a farci da cornice, ci dirigiamo verso una spiaggia famosa per un’onda sinistra che rompe su roccia. Guardando giù dall’alto del parcheggio non troviamo però quello che speravamo: quella particolare onda non stava funzionando. La nostra attenzione viene tuttavia attirata da delle onde poco più a destra che si stanno infrangendo praticamente sulla sabbia. Sembra divertente! Infatti la giornata inizia a prendere la piega giusta: a condividere quello shorebreak con noi cinque è un tanto distinto quanto amabile signore portoghese. Le onde – pur essendo relativamente corte – sono potenti, molto divertenti e ci offrono dei bei tubicini dove poterci infilare. Che dire: sole, amici, onde e buon umore! Ma il meglio deve ancora venire.

 

La ricerca delle onde

La ricerca delle onde

 

Il giorno dopo infatti porto i ragazzi in una spiaggia sensazionale, nel bel mezzo di un parco naturale. Dietro di noi ci sono dune di sabbia da far invidia al Marocco, davanti a noi onde lunghe che di sicuro non si surferanno da sole. Come da copione in men che non si dica siamo in acqua ed anche qui le onde sono potenti, misurano circa 1 metro e mezzo. C’è tanta corrente, quindi bisogna remare costantemente per essere posizionati bene, in modo da prendere l’onda. Senza preavviso un set anomalo, composto da circa 6 onde di più di 2 metri, si abbatte sulla sfortunata line-up. Il 90% delle persone in acqua viene sputato fuori dall’oceano sulla spiaggia, ma fortunatamente Davide, Gabriele ed io riusciamo a rimanere in posizione.

Poco dopo vediamo qualcosa saltare fuori dall’acqua a circa 100 metri da noi. La visibilità non era delle migliori, quindi pensiamo subito che deve essere qualcosa di grosso per poterlo scorgere da così lontano. In tutto questo siamo solo noi 3 in acqua e la nostra reazione naturale è quella di avvicinarci l’un l’altro, non solo per confrontarci riguardo ciò che abbiamo appena visto, ma anche con l’intento di creare un unico, grande corpo per mettere a disagio un eventuale predatore. Trenta secondi dopo vediamo un branco di almeno quindici delfini saltare a pochi metri da noi: che spettacolo! Visti da vicino questi mammiferi sono veramente grossi. Siamo talmente fortunati da vedere qualche delfino giocare e saltare nelle onde, proprio come noi! Sono questi i momenti che ti fanno sentire un tutt’uno con la natura, in totale sintonia con tutto quello che ti circonda e con i tuoi amici più cari.

 

L'incontro con i delfini

L’incontro con i delfini

 

Ultimo giorno per i ragazzi: ci svegliamo all’alba per controllare uno spot di livello mondiale, un reef destro di grande potenza. Oggi però tutto sembra andare per il verso storto: sulla strada per arrivare allo spot si capisce subito che avremmo visto più nebbia che onde (paradossale per Gabriele e Giulio che vengono da Milano). Arrivati allo spot, ci chiediamo “Dov’è l’onda?”. In effetti l’onda c’è, si sente il suo rumore ma non si vede davvero niente! La visibilità è veramente proibitiva e non ce la sentiamo di entrare in acqua, non sarebbe saggio data la nostra limitata conoscenza dello spot e non vogliamo finire abbracciati a delle rocce taglienti. Un po’ sconsolati cominciamo a macinare chilometri verso sud sperando che questa nebbia prima o poi finirà, ma la situazione non cambia. Nel profondo sappiamo che l’ultimo giorno non può finire così quindi non ci lasciamo prendere dalla disperazione e continuiamo imperterriti fino ad arrivare in un’altra famosa spiaggia portoghese, una delle migliori in quanto a qualità delle onde.

I nostri occhi si illuminano di gioia nel vedere così tanti picchi e così poca gente. Le onde ci stanno aspettando, sembra quasi che ci stiano chiamando con il rumore che producono rompendosi. Per fortuna passiamo le ultime ore di quest’avventura come piace a noi: da soli in acqua, onde veloci di 1 metro e mezzo con pareti molto ripide, uno squarcio nel cielo fa posare gli ultimi raggi di sole della giornata sui nostri volti sorridenti. Non si può chiedere di più!

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