Cosa significa viaggiare?

In tempi di pandemia, come molti, mi piace ripercorrere avventure già vissute, e allo stesso modo fantasticare su spedizioni future. Durante questi viaggi mentali mi sono quindi ritrovato a riflettere sul significato della parola “viaggiare”.

IMG_1795
I risvegli che ci piacciono. Foto di Alessandro Viale.

Il dizionario Treccani lo definisce come “Trasferirsi da luogo a luogo, per lo più distanti l’uno dall’altro, con un mezzo di trasporto”.

Non mi piace questa definizione, è troppo terrena e insoddisfacente. Sappiamo che viaggiare è molto di più e non riguarda solo il corpo. Anzi…

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)

Un viaggio implica certamente uno spostamento da un luogo ad un altro. Viaggiare è quindi movimento, è dinamismo. Un antidoto contro la staticità della routine.

In ogni caso, il viaggio parte prima dentro di noi: cominciamo prima a viaggiare con la mente, vedendo video, leggendo guide, immaginando come sarà andare in un luogo. Solo dopo prendiamo fisicamente l’aereo.

Le motivazioni per viaggiare solo molte e ognuno la pensa a modo suo. Sicuramente però, una cosa che accomuna tutti i viaggiatori è la curiosità. E’ lei che ci spinge a farci delle domande alle quali sarebbe impossibile rispondere rimanendo fermi. Non solo chiedersi com’è il mondo oltre quello che conosciamo, ma soprattutto domande su noi stessi.

Photo 05.04.19, 14 13 00
Foto di Anna Gasser.

Andare sempre, non importa dove

Per Adventure Addicted, viaggiare è l’apoteosi dell’avventura. Per ogni avventura che si rispetti, non possono di certo mancare (1) la natura e (2) uno sport per viverla in modo avvincente. Poco importa che sport in particolare, l’importante è che sia a contatto con la natura.

Quindi, è certo possibile vivere una grande avventura nelle montagne dietro casa o lungo le coste nostrane. Tuttavia, fare ciò in un luogo completamente sconosciuto è tutta un’altra cosa. Quel senso di scoperta, unito allo sport che amiamo, è una delle sensazioni più appaganti e gratificanti che proveremo mai.

Quando viaggiamo infatti le esperienze che proviamo – le strette di mano, la lingua, il cibo, la musica, la natura – rappresentano qualcosa di totalmente inesplorato e fonte di stupore.

000029

Per esempio, in Indonesia con il mio amico Davide, poco dopo essere arrivati a Gili T, conosciamo un simpatico indonesiano, capelli lunghi, sulla trentina. Subito gli chiediamo qual’è il Warung (ristorante tipico indonesiano) più in voga tra i locali. Senza pensarci ci propone di seguirlo in bici, pedaliamo quindi lungo la costa ed arriviamo dopo poco in quello che si è rivelato essere il Warung più economico di tutto il viaggio.

Felicissimi, ordiniamo il nostro Nasi Goreng (riso fritto con carne e verdure) e ci mettiamo seduti in spiaggia su un grosso tronco con altri ragazzi del luogo, davanti alle onde. Le posate mancano e, imitando i locali, cominciamo a mangiare con le mani.

Alla vista di ciò, gli Indonesiani scoppiano a ridere: la nostra tecnica “a pinza” è inefficace e i chicchi di riso continuano a caderci sulle gambe. Fortunatamente, il nostro amico ha la pazienza necessaria spiegarci un metodo migliore: con indice, medio e anulare si crea un cucchiaio per prendere il riso, e con il dorso del pollice lo si fa scivolare dalla mano alla bocca. Geniale!

Viaggiare in compagnia o in solitaria?

Il dibattito è sempre aperto: meglio viaggiare in compagnia o in solitaria? Personalmente, nella stragrande maggior parte dei miei viaggi sono partito con almeno un compagno.

Condividere la quotidianità di un viaggio, definire i ruoli e vivere situazioni del tutto fuori dalla comfort zone, tutte queste cose rendono viaggiare con qualcuno un’esperienza incredibile, creando un legame unico. Ci si diverte e ci si aiuta come fratelli e sorelle, creando un vero e proprio team.

Viaggiare da soli invece è molto diverso – tutto a un tratto ci sei solo tu. Il mondo è una tela bianca e tu sei la vernice, la tua curiosità è il pennello. All’improvviso parli con tutti, tutti parlano con te.

Sei più aperto verso il mondo esterno, perché ogni incontro può creare un mare di opportunità, eventi inaspettati, situazioni fuori dal normale. Da solo hai anche più tempo per analizzare quello che ti circonda, per digerire le nuove esperienze vissute.

I viaggiatori e le persone locali

Poi ci sono le persone incontrate lungo il viaggio, sia i locali che gli altri viaggiatori che, come te, stanno tracciando la loro linea. Spesso le linee si intrecciano e si comincia a percorrere un po’ di strada insieme, per poi salutarsi di nuovo con la sensazione che, prima o poi, ci si rivedrà.

Ovviamente, anche fare amicizia con le persone locali è uno dei momenti più importanti del viaggio. A quel punto c’è uno scambio culturale che spazia dalla lingua ai vestiti, dal cibo alla musica. Piccole abitudini, per definizione normali in alcuni luoghi, ma che visti dal nostro punto di vista non possono che suscitare stupore e farci porre domande a riguardo.

IMG_1801
Attimi dopo una session a Lalla Fatna. Foto di Alessandro Viale.

In Marocco per esempio ogni occasione è buona per bere un tè alla menta, generosamente zuccherato. Viaggiando con Pietro e Alessandro ci siamo ritrovati fra il deserto Erg Chigaga e l’Atlantico, impantanati nella sabbia con la mitica Mafalda (il 4×4 di Adventure Addicted) nel bel mezzo di un ex campo di guerra.

Persi nella nebbia della Plage Blanche e insabbiati sulla spiaggia di Tangeri. Foto di Alessandro Viale.

Eravamo circondati da dune, ognuna delle quali montava un’enorme mitragliatrice sopra di essa. Il sole era quasi tramontato e, spinti da una serissima preoccupazione, cominciamo a scavare freneticamente per far riemergere gli pneumatici di Mafalda. Miracolosamente liberi dalla sabbia, dopo pochi chilometri, sulla scogliera, incontriamo delle case fatte di plastica e legno compensato. Escono fuori dei signori, parlano solo Arabo ma in qualche modo riusciamo a farci capire:

Va bene se sta notte dormiamo qui da qualche parte?”

IMG_1960
Nuove amicizie!

Neanche a dirlo, questi pescatori ci accolgono con pesci giganti appena pescati. Ceniamo seduti sui loro letti, nelle loro casette di legno e plastica. Finito il pesce tirano fuori delle carte ed iniziano a spiegarci il loro gioco preferito. Dopo circa 20 minuti a discutere principalmente con le mani cominciamo a giocare. Nel mentre sono entrati due militari, totalmente a caso, per assistere alla partita a carte “Marocco vs Italia”. E per bere del tè alla menta, ovviamente. Qui il video del nostro viaggio marocchino, uno dei nostri primi, veri viaggi!

La natura

Chiaramente, oltre che dalle persone, gran parte dell’estasi del viaggio viene dagli ambienti naturali che incontriamo, spesso completamente nuovi a noi. Animali che non conoscevamo, alberi alti come grattacieli che ricordano un’era preistorica.

Foto di Anna Gasser.

Per esempio, lavorando a Città del Capo per 6 mesi, ho avuto la fortuna di vedere altre, meravigliose regioni del Sudafrica, come racconto qui. Ritrovarmi in un’ambiente con così tanta diversità naturale fu totalmente sublime.

Un paio di fatti curiosi sul Sudafrica:

  • Ci sono 11 lingue ufficiali.
  • I semafori vengono chiamati “robot”.
  • Alcune delle lingue ufficiali hanno dei suoni chiamati clicks, ovvero delle curiose consonanti prodotte facendo schioccare la lingua contro il palato. Sentire per credere:

https://www.youtube.com/watch?v=6ode6imhNKQ&ab_channel=1001AlbumsJourney

 

Quando viaggiamo, non solo la fauna e la flora, ma anche i veri e propri paesaggi sui quali camminiamo sono una novità: deserti, oceani, giungle. Si incontrano temperature, umidità, precipitazioni alle quali non siamo certamente abituati. Sembra letteralmente un altro mondo! E in questo modo lo spirito di adattamento migliora, si diventa più forti per la prossima sfida, si ottiene più esperienza.

L’elemento più importante

Ma l’elemento più importante del viaggio è senza dubbio la crescita personale. Il cambiamento tra chi sei quando esci di casa con i biglietti nello zaino, e quello che torna settimane o mesi dopo, tutto trasandato ma con tanto, troppo da raccontare.

L’accumularsi delle esperienze fatte lungo il percorso ci fa crescere non solo come viaggiatori, ma come persone. Vediamo cose nuove, ascoltiamo ritmi sconosciuti, annusiamo spezie diverse, assaporiamo frutta mai vista, ci abbracciamo con chi ieri era uno sconosciuto.

Nel frattempo assimiliamo tutto, perdendoci in un mondo nuovo, estraneo, dove stranamente riusciamo a sentirci comunque a casa.

Questa riflessione non vuole essere una guida o dei consigli di viaggio. Rappresenta invece cosa significa viaggiare secondo Adventure Addicted, come piace a noi. Sarebbe interessante avere la tua opinione a riguardo.

Ottavio

Cosa significa viaggiare per te veramente? Scrivicelo nei commenti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *