L’effimera bellezza dello scialpinismo sulle Alpi Liguri

Una situazione del genere, in alcuni dei piccoli comuni montani della Liguria, non si vedeva da decenni, o forse da secoli. E no, non sto parlando della pandemia che ha scombussolato le nostre vite, ma delle perturbazioni che, a cavallo tra il vecchio anno e il nuovo, hanno depositato un metro di neve in delle vallate dove l’aria profuma ancora di mare.

Le condizioni a San Giovanni dei Prati (circa 1200m) in Valle Argentina. Foto di Alessandro Viale e Gianluca Vernassa.
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Vista sulla Valle Argentina dal Monte Grai (2013m). In basso a destra il paese di Triora, in lontananza sul mare di intravedono le Alpi Apuane.

In realtà, fino ad un secolo fa, tutto ciò sarebbe stata l’assoluta normalità. Il clima dell’entroterra ligure era freddo e propenso all’accumulo di neve, tant’è che alcuni borghi, dove oggi sembra strano anche solo vedere la neve sui tetti, una volta erano continuamente minacciati dalle valanghe.

Ad innevarsi ovviamente non erano solo le valli, ma anche i pendii e le vette delle Alpi Liguri, che a poco più di 20 km dal mare, raggiungono i 2000m di quota. Con condizioni di innevamento abbondante e consistente, non c’è dubbio che il ponente ligure rappresentasse un vero e proprio paradiso scialpinistico, al pari di luoghi oggi celebri per lo “sci vista mare”, come la Norvegia, la Groenlandia e la Nuova Zelanda.

Monte Pietravecchia 1
Spellata panoramica dalla vetta del monte Pietravecchia (2038mt). Il 2000 più vicino al mare e dunque più “meridionale” di tutto l’Arco Alpino. Foto Marco Anastasio.
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Cima Garlenda (2141m). Foto Alessandro Viale.

La mancata notorietà delle Alpi Liguri tra gli scialpinisiti, è forse dovuta al fatto che i “migliori” inverni, dal punto di vista climatico, si siano visti prima dell’avvento dello skialp tra le masse. Eppure, per quanto assurdo possa sembrare, la storia dello sci alpino, quello in cui si utilizzano gli impianti di risalita, e della Riviera dei Fiori, si sono in parte intrecciate nel corso del ‘900.

Nel 1901, Sanremo (IM) ospitò la prima gara della Coppa del Mondo di Sci Alpino, grazie ad una cabinovia, al tempo la più lunga d’Europa, che collegava la città alla vetta di monte Bignone (1299m). Inoltre, dagli anni ‘60 alla metà degli anni’80, il piccolo comune di Monesi di Triora (IM) divenne una vera e propria località sciistica con degli impianti che portavano fino in cima al Monte Saccarello, vetta più alta delle Liguri, con i suoi 2200mt. Negli anni successivi, la mancanza di una visione concreta nel lungo termine per lo sviluppo degli sport invernali, insieme al fatto che gli inverni fossero ormai sempre meno “affidabili” dal punto di vista climatico, scoraggiarono qualsiasi investimento nel settore. Così, mentre negli anni 80 e 90 lo scialpinismo si diffondeva sempre di più a livello nazionale, le Alpi Liguri rimanevano relativamente intoccate, se non da una nicchia di locals.

Mi è capitato di pensare come sarebbe andata se negli anni ‘60 ci fossero stati sci in carbonio, abbigliamento in gore-tex, GPS, fotocamere digitali e internet. Sono pronto a scommettere che il potenziale sciapinistico delle Alpi Liguri sarebbe stato largamente riconosciuto, anche solo per i panorami suggestivi che sa regalare.

Ma lasciamo da parte queste fantasie, che per fortuna tengono sveglio me e pochissimi altri.

Monte Saccarello
Il versante sud-orientale del Saccarello. Sullo sfondo il Piemonte e le Alpi Marittime. Foto Alessandro Viale.
Rifugio Sanremo
Il rifugio Sanremo (2054m). Foto Alessandro Viale.

Dunque, il 2021 è iniziato con un bel tuffo nel passato. É stato bello svegliarsi una mattina e vedere le montagne di casa cariche di neve, ancora meglio è stato togliersi qualche sassolino dalle scarpe, o meglio dagli scarponi, andando a guadagnarci le nostre curve dove mai avremmo pensato. La polvere, quella vera, con -10 sul termometro e vista sulla Corsica, talmente vicina che sembra di andare a sbatterci contro.

Probabilmente, se non fosse stato per le restrizioni agli spostamenti, quelle curve le avremmo disdegnate a favore di uno dei “soliti posti”, in Piemonte o in qualche altro – non fraintentedemi – meraviglioso angolo del nostro arco alpino. Non tutto il male vien per nuocere!

Adventure Addicted
Autore
Alessandro Viale

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