Mountain Bike in Valle Argentina, Si Riparte!

Per me la Valle Argentina è un luogo del cuore. La frequento da tutta la vita, scoprendola pian piano sempre di più grazie alle mille opportunità sportive che ha da offrire. È proprio qui che, crescendo, la mia visione dell’outdoor è cambiata radicalmente. Se prima il fine era solo l’agonismo, la velocità e l’adrenalina a tutti i costi, col passare del tempo ho iniziato ad interessarmi anche alla natura e al suo equilibrio, ai luoghi e alle storie che hanno da raccontare.

1: Una giornata tipo sulle creste. 2: Il paese di Andagna in una giornata uggiosa. 3: Le vette innevate delle Alpi Liguri con il mare sulle sfondo e il paese di Triora ai loro piedi. 

Agli appassionati di MTB in Italia e nel mondo, il nome Valle Argentina potrebbe non suonare familiare. Il discorso cambia radicalmente però quando si nomina Molini di Triora, un piccolo paese con poco più di 600 abitanti che rappresenta il cuore pulsante dell’outdoor in Valle, specialmente per quanto riguarda le due ruote. Lo sforzo congiunto di diverse generazioni di Locals nello sviluppo e mantenimento dei sentieri, hanno reso Molini una della destinazioni più ambite al mondo per chi è a caccia di un’esperienza di freeride autentica e senza fronzoli, in un comprensorio le cui possibilità sono limitate solo dalla propria voglia di pedalare o di portarsi la bici in spalla “ancora un pochino”.

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Il recente numero di MBR Magazine che menziona Molini come una delle “Top 50 MTB destinations” 

Fortunatamente, grazie all’avvento delle bici elettriche e alla nascita di diverse realtà come aTIPICO Outdoor Escape,  AlBike, Rad Rides MTB, CB Mtb Shuttle e Riviera Bike che oltre a mantenere in ordine i sentieri mettono a disposizione i furgoni per le risalite e fanno da guida a chi ancora non si oriente nell’intricata rete di sentieri, questo paradiso è ora più accessibile che mai.

Con la stagione estiva alle porte, mi riempie il cuore di gioia vedere come tutto l’ecosistema che ruota intorno a Molini e al suo turismo outdoor si stia risollevando dopo che il 2020 ha cercato di affossarlo in ogni modo. Infatti, oltre alla pandemia e ai conseguenti lockdown, lo scorso Ottobre l’intera Valle Argentina è stata messa in ginocchio da una devastante alluvione, che oltre a strade, case e auto ha spazzato via anche anni di lavoro sui trails, a causa di alcune gigantesche frane.

Di fronte a una calamità di questa portata, che ha messo seriamente a rischio la sopravvivenza economica di Molini come destinazione MTB e Outdoor, è stata lanciata una raccolta fondi online. Un merito particolare va attribuito a Anka e Sven Martin, per aver concepito l’iniziativa ma soprattutto per esserne stati il megafono all’interno della community, permettendo di raggiungere migliaia di riders in tutto il mondo. Il supporto ricevuto è stato qualcosa di incredibile, ed è testimonianza della quantità di persone che hanno a cuore questo luogo e vogliono vederlo prosperare, sia perchè ci sono passati e l’hanno vissuto sulla loro pelle, che perché ne hanno sentito parlare da un amico. La raccolta fondi è attualmente ancora aperta, ma i lavori effettuati sono già tantissimi e hanno messo i sentieri nella condizione di dare a chiunque un’esperienza di riding pazzesca, di cui non ne si ha mai abbastanza!

Passione e olio di gomito. Team work makes the dream work! 

In apertura ho menzionato il concetto di freeride “autentico” e ci tengo a spiegare cosa intendo. Come si vede nelle foto, i sentieri a Molini vengono aperti e mantenuti con uno stile che, forse in un eccesso di romanticismo, mi piace paragonare al “by fair means” nel campo dell’alpinismo. L’utilizzo di mezzi meccanici è praticamente nullo, così come la presenza di strutture non necessarie (salti, appoggi, passerelle ecc). Molto spesso le linee, soprattutto quelle dei sentieri “storici”, nascono da vecchie mulattiere che nel secolo scorso venivano percorse a piedi o a cavallo, per poi essere modernizzate grazie a qualche colpo di zappa o all’apertura di nuove varianti. Minimo impatto, massima resa… e divertimento assicurato!

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L’Alta Via dei Monti Liguri.

È proprio questo il caso del cosiddetto Super Trail del Monte Toraggio, uno spettacolare itinerario ciclo-escursionistico nel cuore delle Alpi Liguri, al confine tra Italia e Francia.

Ricordo una giornata dello scorsa estate, in cui insieme a Luca di aTipico abbiamo fatto questo giro, come una delle mie preferite in assoluto. Partendo da Colle Melosa, si sfrutta l’Alta Via dei Monti Liguri per costeggiare il versante Ovest del Toraggio, dove il sentiero vertiginosamente strapiombante offre del riding tecnico e bellissimo.

Una volta ritornati sul lato italiano, comincia una lunghissima discesa spacca braccia – 1400m di dislivello negativo – che alterna single tracks su ripidi pratoni e sottobosco a tratti di mulattiera ciottolata, fino a raggiungere il paese di Buggio. Il tutto con una vista sul Mar Ligure davvero impareggiabile!

 

Qui di seguito un video della discesa.

Con i suoi 1973mt a poche decine di km dal mare, sembra assurdo, ma ci sarebbe un sacco da dire anche sulle potenzialità alpinistiche del Toraggio. Solo negli ultimi 3 anni sono state aperte tre nuove vie di misto: il Canale Nord-Est, Canalino Manuela e lo Scivolo del Drago. Ciò nonostante, sul versante Ovest dovrebbe esserci ancora del terreno inesplorato. Spero di aver presto l’occasione di ripetere una di queste vie sul nostro “piccolo Cervino”.

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Binocolando il Canale Nord-Est dalla vetta del Monte Pietravecchia qualche mese fa.

Ora però è il momento di godersi la bella stagione sui nuovi sentieri tirati a lucido!

Ride on.

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