Non è finita finché non é finita – Punta Penia, Marmolada

Quest’ anno tutte le Alpi ed in particolare le Dolomiti sono state graziate da abbondanti nevicate fin dall’inizio della stagione, come dimostrato da questo articolo. Le nevicate però, come ho potuto verificare di persona, essendomi trasferito a Belluno da metà Maggio, hanno continuato a verificarsi fino alle porte dell’estate.

Questo meteo senza dubbio inusuale ha permesso di allungare la stagione oltre i suoi soliti confini, e non solo allungarla, ma farlo con condizioni spesso epiche. Difatti fino ad i primi di Giugno le condizioni sono state ottimali per fare molte delle scialpinistiche Classiche.

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Dopo questa breve introduzione, vorrei parlare adesso dalla mia esperienza personale, quindi partiamo dal principio.

Ho concluso a fine Aprile la mia carriera universitaria, dopo quasi sei lunghi anni ricchi di avventure. I miei piani erano di prendermi un po’ di tempo per me, ma, come spesso accade, i piani sono stati cambiati radicalmente dalla realtà. Difatti, ho ricevuto una buona offerta di lavoro da una nota azienda veneta ed ho deciso di accettare.

E così il 17 Maggio mi sono trasferito a Belluno, chi l’avrebbe mai detto. Certo i piani di grandi surfate sono stati necessariamente rivisti, ma non per questo le avventure potevano essersi concluse.

In partenza carico la mia fedele golf con tutto il necessario per godere a pieno delle montagne che circondano la mia meta. Carico anche sci, scarponi, piccozza e tutto il resto, nonostante lo scetticismo di parenti ed amici, che, come spesso capita, pensano che abbia qualche rotella fuori posto.

Arrivato a Belluno noto con grande gioia che la neve è presente anche a quote relativamente contenute. E penso subito:

“Dai che forse li usiamo questi sci”

Provo ad organizzarmi subito per il primo week-end, ma, purtroppo le condizioni meteo sono pessime e promettono neve… sembra incredibile a fine Maggio, ma è proprio così.

Quindi tutto viene rimandato al fine settimana successivo… eh si, la settimana è ormai off-limit, un duro colpo da accettare. Durante la settimana però continua a nevicare in quota, quindi poco male.

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Nel mentre mi sono messo in contatto con Simon, la guida che mi ha accompagnato nei miei primi passi nel mondo dell’alpinismo. E’ per me un rituale ritrovarmi con lui una volta ogni anno ed organizzare una giornata di sci nei canali più o meno nascosti delle Dolomiti. Neanche a dirlo lui conosce queste montagne come poche altre persone. Sentirlo parlare di loro mi incanta ogni volta, per l’amore con cui ne parla, ma anche per la voglia di continuare a scoprirvi nuove vie su neve, ghiaccio o roccia.

Venerdì 28 Maggio ci sentiamo e dopo un po’ di riflessioni la scelta ricade su una via classica: Punta Penia. Quest’ ultima con i suoi 3.343 metri è la vetta più alta delle Dolomiti, gaudagnando il titolo di ‘Regina’.

Il sabato mattina alle 7:00 incontro Simon vicino ad Alleghe, salgo in macchina con lui e partiamo alla volta del Passo Fedaia, che rappresenta il nostro punto di partenza. Per strada Simon mi narra qualche aneddoto legato alla contesa fra Trentino e Veneto per il possesso della cima che vogliamo raggiungere.

Arrivati al passo ci troviamo di fronte un paesaggio quasi del tutto invernale, non fosse per il lago sottostante che non è più del tutto ricoperto di ghiaccio. La neve è ancora molto abbondante e ci permette di partire subito con gli sci ai piedi. Io parto molto convinto, ma poco dopo rallentiamo un po’ il passo per goderci a pieno il paesaggio e conservare le energie per la ‘lunga’ e bellissima salita.

Risaliamo con calma le ampie vallate della Marmolada, ci accompagna un sole che mi permette di stare in maglietta, cosa che adoro. E’ davvero una montagna stupenda, che mi trasmette una gran pace.

La Marmolada ci avvolge nel suo splendore mentre saliamo

Salendo abbiamo anche la possibilità di scrutare la parete nord della Penia. Qui scorgiamo uno sciatore che Simon riconosce a prima vista, essendo un suo caro amico. La discesa è in condizioni davvero epiche. Polvere compatta su un muro che all’occhio sembra quasi verticale.

Provo a proporre a Simon di modificare il nostro piano ed affrontare la Nord invece della normale, ma, molto probabilmente a buon ragione, mi scoraggia.

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La Nord nel suo splendore

Arriviamo quindi ad un piccolo tratto più ripido dove ci leviamo gli sci, ma con mia sorpresa non ci mettiamo i ramponi, dato che Simon sostiene siano inutili data la quantità di neve. Effettivamente ha ragione. Insiste anche per portare i miei sci per qualche metro per farmi una foto con il logo di Adventure Addicted. Io mi oppongo fortemente dato che so’ che poi sarò preso (giustamente) in giro dai miei amici di neve, ma non ci sta verso. Si è fissato per questa foto che vedete qui di seguito e quindi mi condanna a questa figuraccia. Grazie comunque per il gesto.

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In ogni caso ci rimettiamo subito le pelli ed iniziamo a risalire un pezzo piuttosto ripido su cui la mia tecnica di inversione viene messa a dura prova. Nel momento in cui raggiungiamo la soglia dei 3.000 mt inizio a sentire la mancanza di ossigeno. Dopo qualche piccolo giramento di testa, la pendenza va degradando e si procede più agilmente. Non appena scorgo la croce di vetta mi si riempie nuovamente il cuore di energie ed in breve raggiungo il famoso rifugio.

Questo rifugio, per lo più estivo, è un tempio sacro dell’alpinismo dato che si trova all’uscita della parete sud della Marmolada, un luogo a dir poco storico per l’arrampicata. Un posto del genere non poteva che essere gestito da un personaggio unico: Carlo Budel. Che da anni si prende cura di questo posto surreale e che il primo di Giugno si è recato sul luogo per spalare i metri di neve che seppellivano ancora il rifugio.

Ci dirigiamo alla croce di vetta, dove come da rito metto l’adesivo di AA. Da qui la vista è stupenda, ma purtroppo insieme a noi è arrivata una bella nuvola che dopo poco la nasconde privandoci del panorama.

Provo una grande soddisfazione per questa bellissima salita, specialmente perché era dal week-end prima dell’inizio della pandemia (raccontato qui) che non mi riunivo con le mie amate Dolomiti… che bel ritrovo, sulla loro regina!

In vetta e nelle nuvole

Bevendo il solito tea speziato di Simon ci prepariamo a scendere.

Nella parte alta della discesa la neve è addirittura polverosa, anche se va detto, non priva di tracce. Non appena mettiamo gli sci ai piedi la visibilità peggiora ancora e ci ritroviamo a sciare vedendo poco oltre la punta degli sci. Dopo il sole splendido della mattinata è un po’ un’amara sorpresa, ma, fortunatamente, scendendo un poco usciamo dalla nuvola e si puo’ sciare più sereni e più forte!

La discesa normale non è particolarmente impegnativa, ma è un pendio stupendo. La parte iniziale sopra il ‘plateau’ è molto amplia e divertente. Poi la discesa inizia gradualmente a diventare più ripida e le curve si fanno più strette.

Il punto più ripido, nonché il più divertente, è dove il plateau si connette con la valle da dove siamo saliti. Nonostante sia il finale della stagione l’ambiente fino a qui sembra davvero invernale, forse anche le nuvole contribuiscono a dare questa impressione.

La neve nella valletta inizia a diventare primaverile, un po’ pesante, ma comunque veloce e divertente. Qui il pendio permette curve più veloci ed in poco tempo giungiamo alla sommità del vecchio impianto di risalita ormai in disuso. A questo punto la neve è otmai un po’ ‘sticky’ ma l’ambiente stupendo ha senz’altro il sopravvento.

Nella parte inferiore si vede chiaramente uno strato di sabbia sulla neve e sembra un po’ di sciare sul deserto. Mi diverte ed affascina vedere questo fenomeno dal vivo dopo averlo visto tante volte in foto.

Verso le 12:30 giungiamo con gli sci proprio accanto alla macchina, un vero lusso per essere quasi estate!

Sono completamente estasiato per essermi ritrovato con le montagne a me più care in condizioni simili, al cospetto della Regina! Per rendere ancora migliore il momento, Simon tira fuori dal cofano due birre che apre con una piccozza!

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Devo dire che era un po’ che non bevevo una birra così buona. Mi guardo intorno e ancora non posso credere alla giornata appena trascorsa. Ora davvero posso considerare conclusa alla grande la mia stagione sciistica. La mente va già all’anno prossimo, alle prime nevicate e a tutti posti in cui potrò avventurarmi con le pelli ai piedi.

Fra le altre cose mi ‘toccherà’ allenarmi per arrivare in top forma per il viaggio in Groenlandia che corteggiamo ormai da quasi due anni.

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