Un inizio d’ inverno Dolo-Mitico

Si può dire con certezza che viviamo in tempi tutt’altro che normali .

Una pandemia, il divieto di uscire dalla propria regione, talora anche dal comune, lavoro e lezioni per lo più da casa… chi lo avrebbe mai detto?!

Chi è solito frequentare le nostre amate Alpi, saprà quanto sono stati avari di neve gli inizi di stagione degli ultimi dieci anni, con eccezione della stagione 2014/2015. In particolare, ciò vale per le catene montuose che si sviluppano a quote relativamente contenute, come le Dolomiti o le Alpi Marittime, dove spesso le temperature han fatto sì che scendesse la pioggia al posto dei nostri adorati fiocchi bianchi.

Quest’anno invece un fronte freddo ha tagliato in due l’Italia, portando temperature bassissime al nord, certificate dal record italiano di temperatura negativa sotto i 2000mt, corrispondente ad uno strabiliante -41,8 C°, raggiunto nei pressi di Asiago.

Queste temperature sono state accompagnate (incredibilmente)  da abbondanti nevicate. Tali condizioni metereologiche solitamente non sono proprie della nostra penisola, ma bensì di catene montuose come quelle dell’Alaska, British Columbia o Giappone, come aveva di recente esposto Pietro in un nostro recente post.

Se volete sapere qual’ è il risultato finale di queste condizioni, potremmo semplicemente dirvi che è la polvere più leggera che possiate immaginare, ma preferiamo farvelo vedere.

Pietro che si gode la cosiddetta ‘blower pow’
Foto 02 01 21, 17 17 56
L’effetto della polvere sull’umore di Pietro

La cosa ancora più sorprendente è che le temperature non si sono alzate per un lungo periodo, facendo mantenere la sua forma migliore alla neve, anche dopo diversi giorni.

Questo ha permesso di affrontare i classici couloir delle Dolomiti in condizioni fantastiche, come dimostrato dalle foto di seguito.

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